I tappeti di sisal e di juta portano in casa un aspetto naturale e caldo, ma sono fibre vegetali che non amano l'acqua. Se si bagnano troppo, possono macchiarsi, ingiallire o perdere la forma, e a volte restano segnati per sempre. Per questo la cura quotidiana di questi tappeti si fa quasi tutta a secco. Il vantaggio è che, finché restano asciutti, sono molto resistenti e chiedono poca manutenzione.
Lo strumento principale è l'aspirapolvere. Passalo più volte, anche in due direzioni, perché la trama intrecciata trattiene polvere e sabbia tra le fibre. Se la bocchetta ha una spazzola rotante, usala con cautela oppure scegli quella liscia, che è meno aggressiva. Ogni tanto scuoti il tappeto all'aperto, se le dimensioni lo permettono, e togli con la spazzola la polvere che si è depositata sul rovescio. Dopo l'aspirapolvere, una spazzola a setole naturali passata nel senso della trama solleva ciò che è rimasto.
Macchie senza inzuppare
Quando cade qualcosa, tampona subito con un panno asciutto e assorbente, premendo senza strofinare. Se rimane un segno, inumidisci appena un panno pulito, strizzalo bene e tampona ancora, poi asciuga la zona con un panno asciutto. Non usare il vapore né molta acqua, perché le fibre si gonfiano e il tappeto può incresparsi. L'obiettivo è che le fibre non restino bagnate a lungo. Prova sempre prima in un angolo nascosto, perché ogni tappeto reagisce in modo diverso.
Dopo ogni pulizia lascia asciugare il tappeto con l'aria che circola, magari aprendo la finestra, e non rimettere subito i mobili sopra di esso. Evita di sistemarlo in stanze molto umide, come il bagno, o davanti a una porta che si bagna con la pioggia. Un tappeto di fibra naturale sopporta bene il calpestio, ma soffre se resta umido.
Con un'aspirapolvere regolare e pochi gesti attenti, il tappeto si mantiene bello per anni. Se una macchia è grande o ostinata, è meglio chiedere consiglio a un professionista piuttosto che aggiungere acqua e rischiare di peggiorare la situazione. La pazienza, con queste fibre, vale più della forza.